Le copertine dei libri rinascono sul web

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Che fine fanno le copertine con l’arrivo dei libri digitali? Dal 3D al web, ecco come sta cambiando la grafica editoriale.

Lo dice anche il dottor Frank-N-Furter del Rocky Horror Picture Show: Don’t judge a book by its cover.

Eppure capita a tutti di lasciarsi condizionare dalla veste grafica nella scelta delle proprie letture e “ricopertinare” i libri è una vera e propria strategia di marketing editoriale per dare nuova vita a vecchi titoli.

Ma se l’importanza della copertina nel mondo del libro è innegabile, che cosa cambia quando si tratta di ebook?

Come prima cosa, rassegniamoci all’idea che con la diffusione degli ebook non potremmo più sbirciare il titolo del libro che sta leggendo il nostro vicino in metropolitana. Chi legge ebook normalmente lo fa su ereader, tablet o smartphone e dobbiamo sforzarci di dedurre informazioni sui lettori pendolari da altri elementi, non ultimo proprio lo sfoggio del dispositivo: ad esempio, ci sono quelli che usano custodie per gli ereader che puntano a farli assomigliare quanto più possibile alla copertina di un libro.

Detto questo, sono molte altre le regole del gioco che stanno cambiando in ambito grafico man mano che le cover diventano sempre più digitali.

Innanzitutto, la logica dell’ebook design non è più trim size ma thumbnail-based, proprio perché lo spazio della copertina non è più il libro tridimensionale bensì il web, e nelle librerie online gli scaffali virtuali sono pieni di miniature (per rendersi conto della serietà della questione basta osservare su siti come Amazon, Bookrepublic, IBS il triste destino di certe bellissime copertine native cartacee che risultano completamente illeggibili sul web). Questo significa che una cover deve saper catturare l’attenzione del lettore, deve comunicare il suo messaggio forte e chiaro e soprattutto deve mantenere la sua definizione anche in formato “francobollo”.

Quanto ai colori, addio quadricromia CMYK e benvenuto RGB, senza dimenticare che molti dispositivi di lettura utilizzano ancora l’inchiostro elettronico B/N e la scalabilità dell’immagine alle sedici tonalità di grigio supportate è decisiva, altrimenti si corre il rischio di rovinare completamente la copertina una volta che l’utente termina il download dal web.

Last but not least, think out of the box! Le copertine digitali non devono più rispettare i margini del cartaceo e possono felicemente “spaginare” oltre i confini del tradizionale rettangolo di carta.

Tutto questo si traduce con esperimenti grafici non convenzionali che sanno però lasciare il segno e di certo impattano sull’esperienza del lettore. Non resta che dare un’occhiata.

Le copertine di Libertà di Jonathan Franzen in edizione originale, hardcover e only digital: la seconda, pubblicata in un primo momento solo in bianco e nero, esalta il nome dell’autore con un lettering molto più immediato.

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Le copertine only digital di Roberto Grassilli per 40kBooks, prima casa editrice nativa digitale fondata in Italia: anche qui, lettering importante e colori forti.

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Come ultimo assaggio, le copertine di Riccardo Gola per Io Scrittore, il progetto editoriale di scouting innovativo promosso dal gruppo GEMS: su uno sfondo omogeneo si staglia un unico oggetto grafico importante, che resta definito anche in formato “francobollo”.

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